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Rete Demos
15 Marzo 2023 · 327
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Alla scoperta dei Fiori di Bach con Silvia Bodda

I Fiori di Bach sono per molti una cosa misteriosa, altri sanno che sono dei preparati omeopatici. Ogni diverso fiore cura una diversa emozione, ad esempio Impatiens serve per l'impazienza e l'ansia, Clematis porta più radicameto e centratura a chi vive con la testa nelle nuvole, Holly è utile per chi prova troppa rabbia. Pochi sanno che si ricavano da Piante che possiamo facilmente trovare nelle nostre montagne. Siamo passati magari centinaia di volte di fianco ad una Pianta da cui si estrae uno dei 38 Fiori di Bach, ma non sapevamo che lo fosse. Alcuni esempi: sono Fiori di Bach il Castagno, la Vitalba, il Faggio, il Carpino, l'Erica, il Pino, il Larice, l'Ulivo, l'Ippocastano, la Vite, la Rosa Canina. Molti non ne sono a conoscenza perchè quando vengono prescritti da qualche naturopata o consigliati da qualche farmacista, viene usato il loro nome in inglese (Sweet Chestnut, Clematis, Beech, Hornbeam, eccetera).

Come si estraggono? in modo molto semplice, a tal punto che Edward Bach, il loro scopritore, un omeopata inglese di inizio Novecento, suggeriva che ognuno si potesse produrre i Fiori che gli necessitavano. Non serve nessun alambicco o attrezzo particolare, solo una ciotola di vetro, un colino, del brandy e una bottiglietta di vetro scuro per poi stoccare il preparato per l'utilizzo. Quando la pianta di cui desideriamo preparare l'essenza floreale è in piena fioritura (non nel periodo in cui sfiorisce e neanche nel momento dei boccioli), di mattino, riempiamo una ciotola di vetro senza toccare con le nostre mani i fiori, facendoli cadere nella ciotola con delle forbici o raccogliendoli con dei guanti di cotone. Poi versiamo dell'acqua di fonte fino a coprire i fiori. Attendiamo 3 ore che il sole porti nell'acqua della ciotola tutta l'informazione dei fiori. Dopo 3 ore filtriamo e versiamo in una bottiglietta di vetro scuro, in cui verseremo per conservare la stessa quantità di brandy dell'acqua solarizzata ed informata (50% acqua e 50% brandy). A differenza degli oli essenziali, o della fitoterapia (tisane, tinture madri erboristiche, estratti secchi titolati) in cui ci sono principi attivi veri e propri, nei Fiori di Bach, se li analizziamo chimicamente, troveremo semplicemente acqua e brandy.
Questo non vuole 
dire che non funzionino, anzi, se ci guardiamo intorno conosciamo sicuramente qualcuno che ne ha tratto grande beneficio. Il principio per cui funzionano è più simile a quello dell'omeopatia che a quello della fitoterapia: l'acqua informata col fiore ha una sua frequenza e ci può portare equilibrio attraverso quella.
Se questo argomento vi appassiona, potete partecipare alla passeggiata didattica alla scoperta dei Fiori di Bach che si svolgerà sabato 18 Marzo alla Borgata Muni (Condove). Insieme a me ci sarà la guida naturalistica ambientale Simone Siviero. 
Oltre ad un mini corso sulla estrazione dei Fiori, potrete anche fare l'esperienza di relazionarvi con le piante da cui si estraggono, trovando insieme, attraverso l'intuizione e l'osservazione del simbolismo delle piante, l'utilità di quella pianta. 
Potete trovare informazioni sulla passeggiata di sabato e altre escursioni sul sito Storie in Spalla.


Chi fosse interessato a seguire le attività organizzate da me può visitare la mia pagina web.  Vi aspetto numerosi

Silvia Bodda



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